
NOME: BlackAge
PROVENIENZA: Brescia
GENERE: Metal/Thrash/Metalcore
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2010
SITO WEB: http://www.myspace.com/blackageitalia
INFLUENZE: Trivium, Metallica, Pantera, Black Label Society, Machine Head, Children of Bodom, Sepultura, Kreator, Slayer, Death, Slipknot, Annihilator…
COMPONENTI: Damiano Urgnani: Guitar, Vocals; Simone Mosca: Guitar; Gabriele; Savoldi: Bass; Andrea Gorio: Drums
RECENSIONE:
Un altro gruppo dal grande valore per l’underground, si tecnico che musicale, i bresciani blackage offrono un thrash metal tecnico e moderno a tratti simile ai nevermore, a tratti ai metallica dei tempi d’oro.
Brani che danno sempre una botta in puro stile thrash anni ’80, voce urlata che si alterna ad una voce baritonale nella ballad “Through my eyes”, riffs in palm muting che si aprono in ritornelli epici, cambi di tempo e stacchi alla metallica/slayer e cascate di note negli assoli, forse studiati più di mano che di testa, che faticano a restare impressi nella mente, tuttavia sicuramente non mancano di tecnica.
I bresciani non dimenticano di condire il tutto con una ballad che si trasforma in una melodica canzone thrash, probabilmente idea scaturita da “the unforgiven” dei maestri metallica, farcita con assoli vari, più lenti ma anche più epici degli altri brani, alternati ad assoli adrenalinici con tanto di wha wha alla slayer, pregevolissimi gli assoli melodici, un po’ meno quelli più slayer-oriented, velocissimi, ma basati solo su un ossessivo tremolo picking.
Opinabili certe scelte per alcune armonizzazioni, che risultano dissonanti nonostante la melodia epica (uso eccessivo delle quarte o del locrio?), ma che restano un puntino stonato in un album dalle buone melodie.
Persino il video di “Through my eyes” segue la scia già scritta dai metallica con “nothing else matters” e dagli opeth con “the harvest”, nulla di trascendentale, solo una ripresa delle registrazioni, ma che comunque riporta alla memoria colleghi più blasonati.
Buonissima produzione, l’unica nota negativa può essere il seguire in modo fin troppo palese la strada già scritta da metallica, slayer e dagli altri grandi del thrash tralasciando lo sviluppo di suoni e melodie più personali che non ricordino un kill em all qui, un master of puppets là, o un raining blood, la tecnica c’è, ora mancano soltanto il feeling e le idee.
Brani che danno sempre una botta in puro stile thrash anni ’80, voce urlata che si alterna ad una voce baritonale nella ballad “Through my eyes”, riffs in palm muting che si aprono in ritornelli epici, cambi di tempo e stacchi alla metallica/slayer e cascate di note negli assoli, forse studiati più di mano che di testa, che faticano a restare impressi nella mente, tuttavia sicuramente non mancano di tecnica.
I bresciani non dimenticano di condire il tutto con una ballad che si trasforma in una melodica canzone thrash, probabilmente idea scaturita da “the unforgiven” dei maestri metallica, farcita con assoli vari, più lenti ma anche più epici degli altri brani, alternati ad assoli adrenalinici con tanto di wha wha alla slayer, pregevolissimi gli assoli melodici, un po’ meno quelli più slayer-oriented, velocissimi, ma basati solo su un ossessivo tremolo picking.
Opinabili certe scelte per alcune armonizzazioni, che risultano dissonanti nonostante la melodia epica (uso eccessivo delle quarte o del locrio?), ma che restano un puntino stonato in un album dalle buone melodie.
Persino il video di “Through my eyes” segue la scia già scritta dai metallica con “nothing else matters” e dagli opeth con “the harvest”, nulla di trascendentale, solo una ripresa delle registrazioni, ma che comunque riporta alla memoria colleghi più blasonati.
Buonissima produzione, l’unica nota negativa può essere il seguire in modo fin troppo palese la strada già scritta da metallica, slayer e dagli altri grandi del thrash tralasciando lo sviluppo di suoni e melodie più personali che non ricordino un kill em all qui, un master of puppets là, o un raining blood, la tecnica c’è, ora mancano soltanto il feeling e le idee.
VOTO:
Recensione scritta da: Matteo Roncaglio