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set 27

Mnemosyne – Eisegsis [2010]


NOME: Mnemosyne
PROVENIENZA: Milano
GENERE: Gothic Metal
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2010
SITO WEB: http://www.myspace.com/blackmnemosyne
INFLUENZE: Madder Mortem,Draconian,Mastodon,Novembre,Opet,Swallow The Sun
COMPONENTI: DUDY-Voce,LYNDON-Chitarra,NEMESIS-Chitarra,GAWEN-Basso,
EXIA – Batteria & Voce

 


RECENSIONE:

Mnemosyne.
Un nome dall’aura mistica, distante, sacrale. Ti fa pensare a qualcosa di eterno, mentre invece denomina quanto di più labile e mortale esista:la memoria umana.
Ma “Mnemosyne” è anche il nome di una realtà musicale, il nome di una band nata 5 anni fa quasi per gioco da Sara(chitarra ritmica) e Giulia(ex voce),e che ha visto delineare i propri caratteri lentamente, con fatica, ma che finalmente ad oggi, dopo l’ultimo cambio di line up con protagonista l’eclettica Chiara alla voce, ci consegna questo “Eisegsis”, demo registrato in tempi insospettabili(soli 2 GIORNI!)e nonostante questo prodotto davvero interessante.
La prima influenza che salta all’occhio, sin da “Clinophobia”, sono i semisconosciuti(MALE! MOlto male!)Madder Mortem, band norvegese che sembra aver avuto davvero molto ascendente sui nostri, graziati anche dal fatto che la timbrica di Chiara ha qualche punto in comune con quella di Agnete Kirkevaag.
Apprezzati, azzeccati e ben fatti gli sporadici interventi del growl maschile, scelta che crea un link fra la scena female fronted odierna e quella di ormai quasi 20 anni fa: quello che invece riporta al presente è un certo feeling a tratti nu metal, che riesce però a non risultare troppo commerciale(ottimo esempio di questa mia teoria, “Demons Puppets”). C’è anche spazio per il versante acustico, con la ballad ”Amethyst”, che presenta qualche eco dei Cranberries meno immediati e pop. A questo punto della demo, una cosa è certa: gli Mnemo non sono una band di semplice definizione; sicuramente non suonano gothic metal(smettiamola di chiamare “gothic” ogni band con una donna alla voce.
I nostri non lo sono nè per sound, nè per tematice, da quel che delle loro liriche è intellegibile),e se proprio volessimo cercare di intrappolarli in una corrente, potrei azzardare che il loro è un alternative rock/metal molto dinamico e moderno, che riesce ad essere molto immediato seppur presenti delle strutture ricercate e non sempre semplici. Alla conclusiva “Unbreakable” si può osare pensar ai primi Lacuna Coil(quelli di “In A Reverie”. E basta.), e si vuole sperare che la band oggi agli atti decida di essere quello che loro avrebbero potuto essere e non sono mai stati, per certi versi: un degno vessillo del metal made in Milan.

VOTO:


Recensione scritta da: Erika Martin

 

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